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Ci sono 4 FAQ
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| Richiesta da: marianna |
18/9/2006
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salve,vorrei porle un quesito......a seguito di una visita ortopedica mi è stat diagnosticata artrite reumatoide e prescritto le punture di mobic.io nn sono molto sicura nell assumerle poiche prendo anticoagulanti,antiipertensivi,diuretico,ecc ma vorrei assolutamente risolvere l infiammazione del ginocchio che mi blocca sulla sedia!!!un consiglio.......la ringrazio vivemante..... |
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Cara Signora Marianna, sono poche le notizie che mi fornisce per avere un quadro completo dei farmaci che sta prendendo e delle patologie di cui soffre.
Suppongo che Lei stia facendo warfarina (Coumadin) come anticoagulante e pertanto l’assunzione contemporanea con Mobic (meloxicam) potrebbe aumentare il rischio di sanguinamento soprattutto a livello gastrico in quanto il meloxicam ha un effetto inibitorio sulle piastrine e può portare ad erosione gastrica; inoltre può esserci una riduzione dell’efficacia sia della terapia antiipertensiva che di quella diuretica. Pertanto, sotto stretto controllo medico, come antinfiammatori potrebbe impiegare ibuprofene a dosaggio non superiore a 600mg (Brufen) al giorno oppure un breve ciclo di cortisone, che comunque richiede controllo della pressione arteriosa in quanto può aumentare.
Credo infine che la sua patologia (artrite reumatoide? di una sola articolazione?) abbia necessità di un approfondimento diagnostico. A disposizione, cordiali saluti
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| Richiesta da: Enrico |
6/3/2006
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Salve, vorrei sapere se assumendo anticoagulanti per via orale e soffrendo di disturbi reumatici, ci sono degli antinfiammatori che posso assumere senza che interferiscano con l'azione degli anticoagulanti. |
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Gentile Signore Enrico,
i farmaci antinfiammatori e/o analgesici più frequentemente utilizzati per “i disturbi reumatici” rientrano nelle seguenti categorie: farmaci antinfiammatori non steroidei (ossia non cortisonici, cosiddetti FANS), paracetamolo, cortisonici, oppiacei tradizionali (codeina).
Circa il quesito di quale trattamento possa essere indicato in un paziente che stia assumendo anticoagulanti (ad es. warfarina), avendo presente questa classificazione, va subito precisato che:
- In generale l’impiego dei FANS deve essere evitato in quanto la combinazione espone ad un aumentato rischio di episodi di sanguinamento sulla base principalmente di interferenze sulla eliminazione e legame alle proteine della warfarina nell’organismo (che si traducono in variazioni dell’INR) e dell’effetto di questi farmaci sull'aggregazione piastrinica, che potenziano l’effetto anticoagulante. Anche per i nuovi inibitori selettivi di COX-2 (celecoxib, rofecoxib), quando impiegati concomitantemente con l’anticoagulante, è stato evidenziato un rischio di emorragie gastrointestinali che non si discosta da quello rilevato con i vecchi FANS non selettivi.
Nell’ambito di questa categoria esistono dati clinici che suggeriscono il possibile impiego di ibuprofene, utilizzato a basso dosaggio (ossia a dosi inferiori a 600 mg al giorno); a scopo cautelativo viene raccomandato, soprattutto nell’anziano, uno stretto monitoraggio dell’INR (International Normalized Ratio) e clinico di sorveglianza di possibili sanguinamenti, in quanto permane l’effetto sulle piastrine e di irritazione della mucosa gastrica.
- In mancanza di più sicure alternative il paracetamolo, può essere di scelta inizialmente quando si cerchi l’effetto analgesico per dolore di lieve entità in quanto singole dosi o trattamenti di breve durata con il farmaco sono probabilmente sicuri per la maggior parte dei pazienti che assumono warfarina.
Il farmaco può determinare un aumento dell'INR in maniera dose-dipendente e si dovrebbe fare attenzione ad un incremento dell'INR se il paracetamolo viene assunto a dosi maggiori di 1.5 g/al giorno e per un tempo superiore a 10-14 giorni. Sono stati infatti segnalati casi dei emorragia.
La codeina, è presente in commercio in associazione con paracetamolo (Coefferalgan), allo scopo di aumentare l’effetto analgesico di quest’ultimo, e la combinazione viene riservata ai casi dove il paracetamolo da solo non sia sufficiente. La codeina non interferisce con l’effetto anticoagulante della warfarina; ovviamente per il paracetamolo valgono le considerazioni sopraesposte.
- L’impiego dei cortisonici, indicati soprattutto quando si cerchi l’effetto antinfiammatorio, viene ritenuto possibile in pazienti trattati con warfarina in quanto, sebbene siano possibili incrementi o riduzioni dell’effetto anticoagulante, questi non sembrano essere importanti sotto l’aspetto clinico. Anche in questo caso comunque si consiglia di monitorare l’effetto anticoagulante mediante determinazione dell’ INR, sotto stretto controllo medico.
Raccomandazione: l’assunzione di queste terapie, anche se in alcuni casi trattasi di farmaci da banco ossia che non necessitano di prescrizione medica, deve essere attuata su indicazione e sotto sorveglianza del medico.
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| Richiesta da: Anna |
2/9/2005
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gentile dott.ssa Piovan, sto assumendo Celebrex per un'artrite reumatoide e lamento cardiopalmo. Ritiene che tale farmaco (per la "vicinanza" col Viox) possa essere in qualche modo pericoloso per il cuore? Grazie |
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Cara Signora Anna, rispondo indirettamente con quanto l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA) ha recentemente stabilito, ossia che i dati disponibili mostrano un aumento del rischio di eventi avversi cardiovascolari per tutta la classe di farmaci inibitori della Cox-2 (a cui appartengono sia Celebrex che Vioxx) e che tale rischio sembra maggiore quanto maggiore è la dose e la durata della terapia. Pertanto, attualmente per tutti questi medicinali in commercio sono state intraprese le seguenti misure restrittive, provvisorie, in attesa di conclusioni definitive sulla sicurezza cardiovascolare, che deriveranno da studi clinici già in corso:
a) sono farmaci controindicati in pazienti con malattia cardiaca o con ictus cerebrale,
b) particolare attenzione nella prescrizione deve essere riservata ai pazienti con fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, fumo) o con problemi di vasculopatia periferica (agli arti)
c) è raccomandata la prescrizione della dose più bassa di farmaco efficace ed una durata della terapia più breve possibile.
Il suo Medico di fiducia dovrà inquadrare di quale natura è il suo disturbo definito “cardiopalmo” e se in Lei sono presenti i fattori di rischio che ho nominato in precedenza.
Un documento di domande e risposte aggiornato su questi farmaci è disponibile sul sito del Ministero della Salute (www.agenziafarmaco.it).
Cordialmente, a disposizione per ulteriori chiarimenti.
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